Il mistero della scogliera sommersa

Nel libro su Agnone Bagni abbiamo affrontato l’argomento relativo al fenomeno della scogliera sommersa, che si sviluppa su tutto il fronte della spiaggia. Abbiamo anche tentato di avviare una discussione sull’origine di tale scogliera.

Saremmo grati a quanti volessero contribuire con i loro interventi per cercare di risolvere la questione a tutt’oggi ancora  avvolta nel mistero.

Pubblichiamo alcune foto scattate da Nello Inserra, in attesa dei vostri contributi (indirizzo email).

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Dal Libro su Agnone Bagni:

Non tutti sanno della strana scogliera sommersa che correva parallela alla strada del lungomare di Agnone, a pochi metri dalla riva. Forse in pochi ricordano come negli anni ’60 fosse facile strappare da questi scogli sommersi chili e chili di bellissimi mitili (le cozze nere). La domenica, il posto era meta di gente che veniva appositamente da fuori a riempire grossi sacchi di questi gustosi frutti di mare.

Tuttavia parlare di scogliera in senso lato è forse eccessivo, date le strane caratteristiche che essa ha presentato nel tempo. In tal senso conviene fare una piccola cronistoria per capirne meglio la   problematica. Facendo ricorso ai nostri ricordi più lontani possiamo affermare che essa era presente nella sua forma più imponente intorno al ’58 : si estendeva grosso modo dalla zona dell’odierno Triangolo fino alla fine della strada. Presentava in certi punti (davanti all’attuale via Linosa o davanti alla via Stromboli), dei baratri paurosi, con improvvise gole che facevano scendere il livello dell’acqua da uno a tre, quattro metri. Ci furono in quegli anni, infatti, numerosi casi di annegamento perché gli sprovveduti muovendosi su questi scogli piatti, all’improvviso si sentivano mancare la terra sotto i piedi.

Erano scogli che in certi punti avevano creavano piccoli anfratti e numerosi cunicoli, e pertanto pullulavano di vita marina; si ricordano le catture, numerosissime, di polpi, spigole e saraghi.

Poi questa scogliera apparsa misteriosamente, altrettanto misteriosamente e gradualmente cominciò a scomparire : un anno un suo tratto veniva coperto dalla sabbia, per poi ricomparire più in là l’anno successivo; fino ad arrivare ai nostri giorni in cui solo piccoli insignificanti tratti appaiano di tanto in tanto, ma così piccoli che quasi ci viene da pensare che il mare li voglia nascondere per qualche oscura ragione.

Sono state fatte diverse ipotesi sulla natura e l’origine di questa scogliera, ma ancora oggi la questione rimane irrisolta. Secondo alcuni essa sarebbe sorta in seguito al posizionamento sulla riva, da parte degli Inglesi, di lastre di cemento in occasione dello sbarco ad Agnone nel luglio del’43 (ciò avrebbe facilitato la discesa, sulla battigia, dei carri armati dai mezzi navali). Sarebbe interessante oggi trovare testimoni oculari che possano confermare tale ipotesi, noi invece ne avanziamo altre, per le seguenti ragioni :

  1. La comparsa e la scomparsa degli scogli è legata all’arretramento o all’avanzamento della battigia;
  2. La scogliera apparve nella sua forma più imponente negli anni ’50, quando come è noto furono portati via migliaia e migliaia di tonnellate di sabbia dalla riva da barconi che facevano giornalmente la spola tra Agnone e Siracusa-Augusta (la sabbia di Agnone è un eccellente materiale per fabbricare mattonelle e  calcestruzzo); in seguito a tale devastante evento, infatti, la spiaggia si accorciò notevolmente e molti ricorderanno come negli anni ’50, nella zona antistante l’attuale via Stromboli a momenti le baracche rischiarono di finire a mare;
  3. Se fosse vera la teoria dei blocchi di cemento ci chiediamo come sia potuto succedere che in seguito allo sbarco alleato (la spiaggia era immensa come documentano le foto dell’epoca), con un fronte della battigia arretrato decine di metri da quello attuale, le lastre si trovino così vicine alla riva, mentre sarebbe stato più logico trovarle molto più distanti.

Se viene meno tale teoria, allora si apre uno scenario di ipotesi assai suggestive : tenendo conto della perfetta simmetria della scogliera rispetto alla riva siamo forse di fronte a opere umane. Negli ultimi dieci anni abbiamo scoperto i resti della presenza di altri scogli con le stesse caratteristiche, sia davanti alla spiaggia libera alla fine della strada, sia davanti al “Viale dei fiori” (qui addirittura qualche anno fa presenti in forma assai imponente). Si parla dell’antico porto di Murganzio e del Caricatore di Agnone, perché allora non individuare in queste lunghe lastre di pietra oggi sommerse i resti di antichi moli o di  pavimentazioni di antichi granai o abitazioni ?

Ancora una volta continueremo a porci domande (inutili?), augurandoci che qualche “autorità” preposta a tale tipo di studi, sulla scia di questa provocazione culturale, si decida a trovare risposte adeguate, e Agnone, risposte ne attende da anni. Ci auguriamo che questo lavoro possa servire anche a tale scopo.

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